Rockstar Games

Rockstar Games, azienda statunitense sviluppatrice di videogiochi con sede a New York, nota per aver pubblicato alcune delle serie di videogiochi più venduti di sempre, come Grand Theft Auto e Red Dead, ha licenziato 34 dipendenti appartenenti alle sedi del Regno Unito e del Canada.

Secondo il sindacato Independent Workers’ Union of Great Britain IWGB l’azienda ha licenziato i lavoratori per la loro attività nel canale Discord dell’organizzazione sindacale, mentre stava tentando di organizzarsi all’interno dell’azienda.

Le dichiarazioni dell’azienda

Rockstar Games ha categoricamente smentito questa accusa. La società ha inoltre dichiarato che i licenziamenti non erano motivati dall’adesione ad un sindacato, ma da comportamenti legati alla diffusione di informazioni riservate su progetti futuri.

Il comunicato dell’azienda recita “Rockstar Games ha preso provvedimenti nei confronti di un piccolo gruppo di persone, perchè hanno distribuito e discusso informazioni confidenziali, violando le politiche aziendali e i loro obblighi legali”.

Le dichiarazioni del sindacato

In un comunicato ufficiale, l’ufficio legale dell’IWGB ha dichiarato: “Rappresentiamo dipendenti licenziati da Rockstar Games per attività sindacale. Nonostante i nostri sforzi per risolvere la questione attraverso il dialogo, l’azienda ha rifiutato e ha continuato con i licenziamenti. Per questo abbiamo avviato un’azione legale“.

La mobilitazione interna non si è fatta attendere. Oltre 200 dipendenti di Rockstar hanno firmato lettere consegnate al management chiedendo il reintegro immediato dei colleghi licenziati. Tutti i firmatari sono membri dell’IWGB, un segnale che la questione sindacale è tutt’altro che marginale all’interno dell’azienda. Ci sono state proteste davanti agli uffici di Rockstar North a Edimburgo e davanti alla sede della casa madre Take-Two a Londra, con lavoratori e sostenitori che hanno manifestato solidarietà verso i licenziati.

Questa vicenda dimostra che in un settore poco sindacalizzato come quello videoludico, la reazione delle imprese sviluppatrici di videogiochi è sempre dispotica e produce un attacco costante ai lavoratori con la conseguente riduzione dei diritti.

Il sindacato rappresenta l’unica difesa in un settore dove il profitto e l’uscita della nuova versione del videogioco rappresenta l’unica priorità anche a discapito dei lavoratori.

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