Sui permessi previsti dalla legge 104 una nuova circolare dell’INPS chiarisce le regole per l’utilizzo dei permessi retribuiti, utilizzati da più persone, destinati all’assistenza di un familiare con disabilità grave.
Sebbene più famigliari possano ora alternarsi nel prestare cure alla medesima persona, rimane purtroppo il limite massimo di tre giorni mensili complessivi. Il documento dell’Istituto specifica che il superamento di tale soglia o la fruizione contemporanea del congedo da parte di più soggetti costituiscono una violazione della normativa.
In tali casi, l’Inps procederà al recupero delle somme indebitamente percepite, applicando il principio della priorità temporale o la ripartizione proporzionale dell’indebito.
Pertanto, i familiari sono tenuti a una pianificazione congiunta per garantire un’assistenza regolare nel pieno rispetto dei vincoli legali.
Come funziona la condivisione dei permessi legge 104 tra più familiari?
La condivisione dei permessi della Legge 104 (articolo 33, comma 3) tra più familiari per l’assistenza alla medesima persona con disabilità grave si basa su precise disposizioni normative e operative dell’INPS.
- Con l’entrata in vigore del Decreto Legislativo n. 105/2022, è stato eliminato il principio del referente unico dell’assistenza. Pertanto, il diritto a fruire dei permessi per lo stesso familiare disabile può essere riconosciuto dall’INPS a più lavoratori dipendenti aventi diritto (genitori, coniuge, parte dell’unione civile, convivente di fatto, parenti o affini entro il terzo grado);
- Limite massimo complessivo di 3 giorni mensili: Il tetto dei 3 giorni di permesso mensile retribuito (fruibili anche a ore) per assistere la stessa persona disabile rimane unico e complessivo tra tutti gli aventi diritto. La presenza di più familiari autorizzati non aumenta il numero totale di giorni disponibili nel mese;
- Obbligo di alternanza: Il beneficio deve essere fruito in via alternativa tra i diversi familiari e mai contemporaneamente;
- Pianificazione congiunta: I familiari autorizzati sono tenuti a pianificare preventivamente l’assistenza in modo concordato, sia per assicurare la continuità dell’assistenza sia per rispettare i limiti di legge.
Quali sanzioni sono previste e come avvengono i recuperi dell’INPS in caso di violazione dei permessi legge 104?
Qualora si verifichi un superamento dei limiti di legge o la mancata alternanza, l’INPS procede al recupero delle prestazioni indebitamente erogate secondo le seguenti regole:
- Superamento del limite dei 3 giorni mensili (Principio della priorità temporale) I permessi fruiti per primi in ordine cronologico all’interno del mese sono considerati validi fino al raggiungimento del limite totale di 3 giorni. L’esercizio del diritto oltre la terza giornata complessiva è considerato indebito e l’INPS effettuerà il recupero delle somme interamente a carico del lavoratore che ha fruito dei permessi in eccesso; (es. Esempio: Se il lavoratore A fruisce di 2 giorni (es. il 5 e il 18 del mese) e il lavoratore B ne fruisce altri 2 (il 25 e il 30 del mese), la giornata del 30 marzo è indebita e il recupero verrà addebitato al lavoratore B)
- Fruizione contestuale nella stessa giornata o nelle stesse ore (Ripartizione in parti uguali) Se due o più familiari utilizzano il permesso contemporaneamente (nella stessa giornata o nelle stesse ore), viene violato il principio dell’alternanza. Poiché non esiste una priorità temporale tra le due fruizioni, l’indebito viene suddiviso in parti uguali tra tutti i lavoratori coinvolti (es. 50% ciascuno nel caso di due dipendenti) e recuperato nei confronti di ciascuno di essi.
L’aver permesso la fruizione dei permessi 104 a più famigliari è senz’altro molto positivo, ma la precisazione dell’Inps mette in risalto le difficoltà operative che si incontrano quando diversi famigliari gestiscono pochi di giorni di permesso.
Lo affermiamo da tempo che i 3 giorni mensili di permessi legge 104, previsti dalla normativa in vigore, sono realmente troppo pochi perché non permettono una adeguata assistenza alla persona con disabilità.
Lo Stato ha scaricato questo importante lavoro di cura sulle famiglie senza sostenerle adeguatamente, non si può continuare a far finta di niente, perlomeno si aumentino i giorni di permesso previsti dalla Legge 104.
Leggi la circolare n.100/2026 dell’INPS
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