smart working in atac, immagine di una delle sedi

Lo smart working in Atac è sempre stato osteggiato dai vertici dell’azienda perchè hanno sempre dimostrato uno scarso entusiasmo nell’adottare questa modalità di esecuzione della prestazione lavorativa.

La storia dello smart working in Atac

Dopo il periodo pandemico i vertici Atac hanno disposto il rientro in presenza per i circa 950 lavoratori del settore amministrativo, autorizzando solo un giorno a settimana di lavoro agile. Nel 2024 un gruppo di lavoratori sostenuti da alcuni consiglieri Capitolini hanno chiesto il ripristino dei due giorni a settimana di smart working in Atac.

L’azienda ha così avviato una sperimentazione che è durata da fine novembre ai primi giorni di gennaio 2025, autorizzando i due giorni di smart working in Atac a settimana.

Ma nonostante gli accordi sul lavoro agile per il Giubileo, ed il regolamento sul lavoro agile di Roma Capitale, prevedessero due giorni a settimana di lavoro agile, i vertici aziendali hanno deciso che lo smart working in Atac dovesse tornare ad un solo giorno a settimana.

Cosa impedisce, secondo l’azienda, lo smart working in Atac?

L’azienda si è sempre giustificata sul ritorno a 4 giorni al mese di lavoro agile dichiarando che nel periodo di massima sperimentazione, otto al giorni al mese, ha riscontrato dei rallentamenti in alcuni processi aziendali, mentre la dirigenza dell’azienda si è detta preoccupata per il livello di maturità organizzativa e la difficoltà di comunicazione tra diverse strutture.

Infine non è mancata la solita scusa di non volere aumentare i giorni di smart working per non attuare disparità con il personale operativo, secondo la dirigenza il lavoro agile aumenterebbe il divario tra impiegati, autisti e macchinisti.

L’indagine

Per placare un po gli animi e le pressioni che arrivano dalla politica romana, l’azienda ha promosso una indagine sullo smart working in Atac.

L’indagine è stata compiuta su tutto il personale coinvolto nei processi di smart working, con l’obiettivo di analizzare benefici e criticità.

Sono state poste 47 domande chiuse, 3 aperte e 20 chiuse solo per i livelli apicali. Le aree analizzate sono state 5, pianificazione e produttività, comunicazione e collaborazione, leadership e gestione, benessere ed equilibrio vita-lavoro.

I risultati del sondaggio sullo smart working in Atac

A rispondere all’indagine sullo smart working in Atac è stato il 70% del personale amministrativo, in particolare 566 dipendenti e 97 responsabili.

Sono state poste domande comuni ai dipendenti e ai responsabili, e una serie di domande poste solo ai responsabili.

smart working in Atac, tabella riassuntiva dell'indagine

Quello che si nota analizzando le risposte alle domande comuni è una diversa concezione del lavoro agile tra i dipendenti e i responsabili. Per questi ultimi ad esempio, in regime di smart working, si fa più fatica a pianificare il lavoro e c’è’ un calo della produttività.

Ma il dato che lascia più perplessi è quello sul benessere e sull’equilibrio vita-lavoro. Mentre per i lavoratori è evidente che il lavoro agile aumenta il loro benessere e concilia il loro equilibrio vita-lavoro, per i responsabili è l’esatto contrario. Per questa area di indagine, il disallineamento in percentuale nelle risposte tra le due categorie, arriva addirittura al 16%.

Da questa analisi è evidente che alla base del contenzioso c’è’ uno scontro tra due culture del lavoro, una più conservatrice che vorrebbe il primato del lavoro in presenza, rappresentata da quadri e dirigenti e l’altra molto più progressista che ambisce ad un modello lavorativo più ibrido, con un occhio di riguardo all’equilibrio vita-lavoro, sostenuta dai dipendenti.

Al momento il braccio di ferro continua, l’azienda dopo l’indagine e la pressione di alcuni consiglieri comunali della commissione mobilità, pare intenzionata ad iniziare un ragionamento sui 5 giorni mese di smart working.

A nostro parere, un solo giorno in più rispetto agli attuali quattro al mese non appare una grande apertura, al contrario è palese che i vertici di Atac non vogliano concedere altri giorni di lavoro agile, se fosse per loro siamo sicuri che lo eliminerebbero definitivamente.

Se i lavoratori vogliono più smart working in Atac è arrivato il momento di organizzarsi con sindacati diversi da quelli che li stanno rappresentando ora, ed aprire una vera e propria vertenza con l’azienda, noi siamo disponibili.

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