Il CNEL (Consiglio Nazionale dell’Economia e del Lavoro) ha recentemente adottato misure drastiche e unilaterali. L’ente non ha rinnovato gli accordi di lavoro agile, scaduti il 30 giugno 2025, e ha persino deciso la chiusura della sede per ben tre settimane ad agosto.
Queste decisioni, imposte dall’alto e senza alcun confronto con le organizzazioni sindacali, rappresentano un controsenso per un organismo che dovrebbe rappresentare i corpi intermedi ed essere il luogo per eccellenza della contrattazione.
Di fatto, il CNEL ha abolito il lavoro agile e il telelavoro, ignorando le recenti novità sullo smart working previste dal contratto delle funzioni centrali.
Questa mossa si scontra apertamente con la conciliazione vita-lavoro, dimostrando una totale indifferenza per la complessa organizzazione che ogni dipendente ha predisposto per sé e la propria famiglia, specialmente in un periodo già critico di ferie e chiusura delle scuole.
La chiusura forzata dell’Ente ad agosto completa un quadro di decisioni che denotano una grave mancanza di attenzione verso il benessere dei lavoratori.
Ciò che sta accadendo al CNEL non è solo un caso isolato, anche in Regione Lazio si sta pensando ad un periodo di ferie imposto, ma un preoccupante precedente che rischia di erodere i progressi fatti in termini di flessibilità e rispetto per i tempi di vita dei lavoratori.
È ora che i vertici del Consiglio Nazionale rivedano le proprie decisioni e ripristinino un clima di rispetto e dialogo, favorendo realmente la conciliazione vita-lavoro anziché ostacolarla.
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