L’assicurazione obbligatoria prevista per alcune categorie professionali della pubblica amministrazione, introdotta dall’art.1 della legge n.1 del 2026 con oneri a carico dei lavoratori, sta probabilmente per essere sospesa e rimandata di un anno.
In vigore da meno di un mese, già ci si è accorti, per fortuna diciamo noi, delle tante criticità che sono contenute nel provvedimento, tanto che Governo e maggioranza sono al lavoro per presentare un emendamento alla legge di conversione del Milleproroghe, che a breve vedrà i voti decisivi in commissione alla Camera.
La fretta e la novità nell’approvazione di questa norma, evidentemente mal concepita e priva di una corretta e completa analisi preventiva, hanno alimentato parecchie discussioni fra le migliaia di dirigenti e funzionari della Pa centrale e locale coinvolti.
Ne consegue che sull’assicurazione obbligatoria c’è ora allo studio un emendamento da presentare nel Milleproroghe che rinvii l’obbligo di un anno, per assicurarsi un tempo utile per approfondire i tanti aspetti ancora incerti e nebulosi.
Quali sono le criticità riscontrate nel provvedimento che prevede l’assicurazione obbligatoria?
- La prima criticità emersa è se l’obbligo valga solo per coloro che sono incaricati di gestire risorse pubbliche dopo l’entrata in vigore della legge 1/2026 o anche prima;
- Una definizione non completa dei soggetti che devono o meno stipulare obbligatoriamente la polizza assicurativa;
- Il costo della polizza a carico dei dipendenti;
- La mancata disciplina nella legge di chi ha Il potere di controllo e quello sanzionatorio nei confronti dei soggetti obbligati a stipulare la polizza.
In merito alle criticità emerse cosa bisogna considerare?
- Sull’obbligo assicurativo, è chiaro che per evitare discriminazioni tra i lavoratori, incomba su tutti coloro che gestiscono risorse pubbliche, incaricati sia dopo, sia prima della vigenza della legge 1/2026;
- Una parte dei soggetti, su cui incombe l’assicurazione obbligatoria, è stata individuata nella legge, ma la platea dei soggetti è più molto estesa e le amministrazioni sono molto diverse tra loro. E’ difficile per il legislatore prevedere in maniera specifica tutti gli incarichi di gestione di risorse pubbliche. Sarebbe molto più utile far determinare in modo preciso questo tipo di incarichi alle singole amministrazioni, essendo questo un compito di tipo organizzativo legato anche al controllo.
- Il costo dell’assicurazione obbligatoria a carico dei singoli lavoratori, è uno dei nodi più spinosi della questione. Questo perché si è passati da un regime che non prevedeva l’obbligo assicurativo per quei soggetti che gestivano fondi pubblici,salvo i RUP, ad un obbligo assicurativo esteso ad una platea di lavoratori pubblici molto più ampia, con una diminuzione della responsabilità per colpa grave del 70%.
- Sempre su costi dell’assicurazione a carico dei lavoratori va sottolineato che l’articolo 3, comma 59, della legge 244/2007 vieta, attualmente, alle pubbliche amministrazioni di sostenere i costi per le assicurazioni per responsabilità erariale di amministratori e dipendenti.
- Infine sull’ultima criticità emersa le legge non entra assolutamente nel merito, creando un vuoto legislativo preoccupante. Leggendo la norma dovrebbe venire spontaneo chiedersi ad esempio: come viene sanzionato l’obbligo assicurativo? Chi ha i poteri di controllare che sia adempiuto? Chi ha il potere sanzionatorio? Come si rimedia, sanzione a parte, alla mancata sottoscrizione? Chi può accertare l’inadempimento eventuale dei massimi vertici organizzativi e degli organi di governo? Un lavoratore può rifiutare l’incarico per la mancata sottoscrizione dell’assicurazione obbligatoria o viene sanzionato? Queste domande al momento rimangono senza risposte.
Viste le criticità e le considerazioni sull’assicurazione obbligatoria cosa fare?
Viste le criticità emerse dal testo legislativo, le mancanze contenute e gli approfondimenti che andrebbero effettuati, a nostro avviso sarebbe più che doveroso applicare una sospensione al provvedimento dell’assicurazione obbligatoria per quei soggetti chiamati a gestire risorse pubbliche.
La nostra organizzazione sindacale consiglia al momento tutti i lavoratori pubblici interessati dal provvedimento dell’assicurazione obbligatoria di attendere l’approvazione definitiva del Milleproroghe prima di sottoscrivere polizze assicurative o iscriversi ai sindacati tradizionali per avere una polizza.
L’iscrizione ad un sindacato dovrebbe essere effettuata con ben altre motivazioni… le organizzazioni sindacali dovrebbero indignarsi tutte contro questo obbligo assicurativo che ha solo lo scopo di deresponsabilizzare i politici e gli amministratori imponendo oneri ai lavoratori.
Noi di Smart Workers Union, proprio perché pensiamo che l’iscrizione ad un sindacato sia una cosa seria e che i costi dell’assicurazione non debbano incidere sui costi del tesseramento, offriamo a tutti i lavoratori, iscritti e non un servizio di brokeraggio a livello nazionale.
La nostra organizzazione sindacale ha attuato una apposita convenzione con ASSIBRO, broker di prodotti assicurativi, che comprende tutti i tipi di polizze tra cui anche quelle per colpa grave a prezzi molto vantaggiosi.
Aggiornamento del 18 febbraio 2026
L’emendamento che fa slittare l’assicurazione obbligatoria al 1 gennaio 2027 è stato accettato dai relatori del Milleproroghe, l’obbligo viene così rimandato al prossimo anno.
I lavoratori interessati possono chiedere gratuitamente ed in piena autonomia un preventivo registrandosi al portale https://www.assibro.it/ richiedendoci preventivamente il codice invito da utilizzare per usufruire degli sconti.
Gli iscritti al nostro sindacato godranno di un ulteriore sconto fino al 50% tramite un apposito codice a loro riservato.
Richiedi i codici sconto inviando una e-mail a info@smartworkersunion.it
Leggi il nostro precedente articolo Assicurazione obbligatoria per tutti i dipendenti pubblici?
Le nostre notizie sulla Pubblica Amministrazione

