Le Sezioni riunite in sede di controllo della Corte dei conti hanno approvato, con Delibera n. 13/SSRRCO/REF/2025, la relazione sul costo del lavoro pubblico 2025, finalizzata a fornire al Parlamento un quadro informativo organico sul costo del lavoro pubblico ai sensi dell’art. 60 del decreto legislativo n. 165/2001.
L’analisi condotta prende in esame il periodo 2021-2024, fortemente caratterizzato dagli effetti dell’emergenza sanitaria e dalla necessità di dare attuazione al Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, per far fronte ai quali un ruolo imprescindibile riveste l’efficienza dell’apparato pubblico e, in particolare, il relativo capitale umano.
Piao
La Corte pone in risalto come i nuovi strumenti di pianificazione ed organizzazione ed, in particolare, del Piano Integrato di Attività e Organizzazione (di seguito anche PIAO), abbiano non solo sostituito i vecchi piani che le pubbliche amministrazioni dovevano redigere separatamente, ma abbiamo semplificato la burocrazia e migliorato l’efficienza e la trasparenza dei servizi pubblici.
Contrattazione pubblica
Sulla contrattazione pubblica viene misurata, una crescita delle retribuzione del 5,78%, a partire dal 2025, anno che coincide con l’entrata a regime dei contratti collettivi 2022-2024, e degli accordi per il restante personale pubblico.
Ulteriore novità particolarmente significativa dell’Accordo è la possibilità di articolare l’orario di lavoro su 4 giorni alla settimana, garantendo comunque un totale di 36 ore settimanali.
Spesa per redditi da lavoro dipendente
In tema di spesa per redditi da lavoro dipendente I dati più recenti, nel quadro a legislazione vigente, sono quelli stimati nel Documento di Finanza pubblica 2025, che quantificano l’importo complessivo dei redditi da lavoro dipendente in 201,1 miliardi nel 2025 (+2,3 per cento), 205,9 miliardi nel 2026 (+2,4 per cento) e 207,0 miliardi nel 2027 (+0,5 per cento). Per il 2028 si prevede un incremento dell’1,7 per cento.
Personale dipendente delle Pubbliche amministrazioni nel 2023
Secondo i dati del Conto annuale, i dipendenti della Pubblica amministrazione, a fine 2023, erano pari a 3.327.854 unità, suddivisi secondo l’articolazione prevista dal CCNQ del 13 luglio 2016, da ultimo riconfermata dal CCNQ del 22 febbraio 2024.
Rispetto al 2022, i dipendenti risultano in crescita (+1,7 per cento), soprattutto per l’aumento di personale nel settore non statale (+1,9 per cento), in cui si segnala l’incremento delle unità degli EPNE (+9,9 per cento), del SSN (+2,8 per cento), degli Enti di ricerca (+2,6 per cento), e delle Università (+1,5 per cento).
A fronte dei risultati ottenuti nel recente passato in termini di rallentamento della spesa complessiva, si sono determinati taluni effetti negativi in termini di qualità del capitale umano di cui la Pubblica amministrazione dispone, per lo più riconducibili al mancato ricambio generazionale durante un arco temporale molto esteso.
Le assunzioni di personale avvenute nel corso del 2024, e che stanno proseguendo anche nell’anno in corso, stanno iniziando a mitigare tali effetti, sebbene, per poter assistere ad un significativo abbassamento dell’età media, sarà necessario attendere ancora alcuni anni.
Un ulteriore aspetto problematico che si aggiunge alle criticità derivanti dal mancato ricambio generazionale è costituito dal basso livello di professionalizzazione, in termini soprattutto di competenze digitali, del complesso delle risorse umane
Lavoro agile
Secondo la Corte è necessario che le amministrazioni valutino con la massima attenzione l’utilizzo di tale istituto, che realizza senza dubbio l’obiettivo di contemperare l’esigenza di vita con l’attività lavorativa del personale, ma che deve rappresentare una opportunità per la Pubblica amministrazione in termini di flessibilità organizzativa, efficienza dei mezzi, impatto della digitalizzazione ed in ultima analisi concreto miglioramento nella qualità dei servizi offerti alla collettività.
Conclusioni
Una relazione, quella della Corte dei Conti, che registra un piccolo miglioramento nei conti del pubblico impiego del nostro paese, soprattutto nelle assunzioni e nel reddito dei dipendenti, ma che segnala ancora un mancato cambio generazionale e la mancanza di competenze digitali del personale.
Lavoro agile e digitalizzazione devono rappresentare una opportunità per migliorare i servizi offerti alla collettività.
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