I risparmi ottenuti dalla mancata erogazione dei buoni pasto, potranno essere utilizzati come “indennità da smart working” per compensare le spese sostenute dai dipendenti per lavorare da casa.
L’Agenzia delle Entrate ha siglato con i sindacati un accordo che prevedeva il riconoscimento dell’indennità. L’Agenzia ha ottenuto l’ok definitivo dalla Ragioneria dello Stato e da Funzione Pubblica, subordinandolo a un verificato aumento della performance.
I 22,3 milioni di euro risparmiati dall’Ente saranno così utilizzati come compensazione forfettaria senza la presentazione da parte dei lavoratori della documentazione delle spese sostenute.
L’approvazione all’erogazione del bonus “da smart working” potrebbe aprire la strada ad intese simili siglate da altra amministrazioni e fare così da apripista per tutto il pubblico impiego nel riconoscimento dell’indennità per lo smart working.
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