La Presidenza del Consiglio dei Ministri taglia il lavoro agile: meno diritti per tutti, beffa per i lavoratori
La direttiva firmata il 14 aprile 2026 dal Segretario Generale pubblicata ieri, dimezza le giornate di smart working per i dipendenti della Presidenza del Consiglio dei Ministri.
Lavoro agile 2026 alla PCM: un taglio del 50% che sa di restaurazione
Per anni i dipendenti della PCM hanno svolto la propria prestazione in modalità agile per due giorni a settimana, un equilibrio ragionevole, collaudato, che ha dimostrato di non compromettere né la produttività né la qualità del servizio pubblico.
La nuova direttiva abbatte questo tetto a 52 giorni annui, un solo giorno a settimana, imponendo di nuovo la presenza fisica come modalità prevalente su base settimanale. Nessuna analisi organizzativa, nessun dato sulla produttività, nessuna valutazione di impatto: solo un taglio secco, calato dall’alto.
Smart working e lavoratori fragili: una tutela che è una trappola
Smart Workers Union denuncia con forza anche il trattamento riservato ai lavoratori fragili, alle persone con disabilità, ai caregiver familiari e genitori con figli minori. La direttiva fissa per queste categorie un massimo di due giorni di lavoro agile a settimana, presentandolo come misura di favore.
Ma la realtà è ben diversa: laddove in passato questi lavoratori potevano accedere a regimi più estesi, modulati sulle proprie specifiche esigenze di salute e di vita, oggi si trovano vincolati a un tetto rigido e uniforme che non riconosce la varietà e/o la gravità delle singole situazioni.
Una persona con una patologia cronica grave, un caregiver che assiste un familiare non autosufficiente, un genitore con un figlio con disabilità o minore, necessitano di una maggiore flessibilità organizzativa.
Il governo pro-famiglia che penalizza le famiglie: la contraddizione del fordismo 2.0
Non sfugge la stridente contraddizione con il discorso pubblico di questo governo, che si presenta come paladino della famiglia e della natalità. Sottrarre ai lavoratori in genere, ai genitori, ai caregiver e ai lavoratori fragili uno strumento concreto e quotidiano di conciliazione vita-lavoro significa smentire con i fatti ogni dichiarazione di principio.
Sostenere le famiglie, o sostenerne la creazione non si fa con i convegni: si fa garantendo ai lavoratori la flessibilità necessaria per essere presenti — fisicamente e non solo — nella vita dei propri cari. La nuova direttiva PCM va esattamente nella direzione opposta, riportando l’orologio a una concezione fordista del lavoro in cui il valore del dipendente si misura dalla presenza in ufficio e non con i risultati.
Le richieste di Smart Workers Union sulla direttiva PCM 2026
Smart Workers Union chiede con urgenza:
- Il ripristino immediato del limite di due giorni settimanali di lavoro agile per tutti i dipendenti ordinari
- La previsione di soglie differenziate e più ampie per lavoratori fragili, persone con disabilità, caregiver, e lavoratori con figli minori, commisurate alle reali esigenze individuali applicando realmente gli accomodamenti ragionevoli in particolari situazioni.
- L’apertura di un tavolo di confronto con le organizzazioni sindacali prima di qualsiasi ulteriore modifica al regime di lavoro flessibile
I lavoratori della PCM non devono accettare un diktat calato dall’alto che li obbliga a lavorare in presenza, se questo è il modello di lavoro agile del Governo “Meloni” noi lo respingiamo in toto.
Leggi la Direttiva del Segretario Generale sul lavoro agile
Sito della Presidenza del Consiglio dei Ministri
Ti potrebbero interessare:
Smart working 2026: tutte le nuove regole in vigore dal 7 aprile con la Legge sulle PMI
Lo Smart working è la soluzione alla crisi demografica italiana

